Quasi tutti gli studenti usano l’intelligenza artificiale. Quasi a nessuno è stato insegnato come. Sei settimane per lavorare sul modo in cui tuo figlio studia.
Prenota una chiamata gratuita →Trenta minuti, senza impegno. Oppure parti da dodici domande da tre minuti.
Quando lo studio non funziona, quasi sempre si inceppa in uno di quattro punti. Sono quattro momenti diversi del lavoro, e capire quale è il vostro cambia cosa conviene fare.
“Si mette lì ma studia a caso, e il giorno prima è sempre in ritardo”
Apre il libro dalla prima pagina, senza sapere quanto tempo ha né cosa conta di più.
“Legge, ma quello che legge non entra”
Manca un pezzo più indietro e nessuno se n’è accorto, quindi rileggere non serve a niente.
“Ha passato il pomeriggio sui libri e il giorno dopo non resta niente”
Ha letto e sottolineato, ma non ha mai trasformato quel testo in qualcosa di suo, né si è mai messo alla prova.
“Le cose le sa, ma all’interrogazione non le tira fuori”
Sa riconoscere, non sa raccontare. Sono due abilità diverse e la seconda si allena a parte.
Dodici domande su cose che si vedono da fuori: dai voti, dal quaderno, da come passa il pomeriggio. Rispondi tu, tre minuti.
Scopri dove si inceppa →Gratuito. Il risultato lo leggi subito, senza lasciare niente.
Per sette anni ho coordinato un convitto con più di duecento ragazzi delle superiori. Passavo i pomeriggi a guardarli studiare: cosa funziona, cosa sembra funzionare e non funziona, e cosa succede la sera prima di una verifica.
Poi è arrivata l’intelligenza artificiale, e in pochi mesi l’avevano tutti. I compiti tornavano perfetti e le interrogazioni no. Vietarla mi è sembrato inutile: serviva insegnare a usarla.
Ci ho lavorato un anno, ci ho scritto un libro, e adesso è il mio lavoro.
In tredici anni di scuola si insegnano le materie. Come si studia, praticamente mai. Ognuno se lo costruisce da sé nei primi anni, e poi se lo porta dietro anche quando smette di funzionare.
degli studenti usa l’IA per studiare
Rilevazione Tortuga e Yellow Tech, settembre 2025, su 3.800 studenti in 274 scuole. Vietarla non è una strategia disponibile.
Prima lui,poi l’IA
Prima produce lui, anche male e anche poco. Poi l’intelligenza artificiale corregge, interroga, mette alla prova. In quest’ordine l’IA lavora su qualcosa che esiste già, e non può sostituirlo perché arriva dopo.
Novanta minuti a settimana, online, in gruppo da massimo sei. Sulle sue materie vere e sulle sue verifiche vere, mai su esempi finti.
Il questionario sui quattro punti, venti minuti in autonomia.
Da dove si comincia e quanto tempo c’è davvero. Si esce con un piano che regge.
Capire cosa manca da prima, invece di rileggere sperando.
Trasformare il testo in qualcosa di suo. L’IA fa da interlocutore che non si accontenta.
Autoverifica, ripasso a intervalli, registro degli errori. I buchi si scoprono prima della verifica.
Interrogazione simulata nel formato del suo professore, con voto e feedback.
Cosa ha funzionato, e il piano per andare avanti da solo.
Prezzo di lancio per la prima coorte. Sei settimane complete.
Nella chiamata capiamo se fa per voi. Se non è il caso, ve lo dico io.
A ottobre davanti ci sono sette mesi di scuola. A maggio restano quattro settimane, e non bastano.
Prenota una chiamata gratuita →Oppure vieni a sentire: incontro gratuito per genitori, 30 settembre o 7 ottobre.