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Metodo di studio con l’IA · Scuole superiori

Ha passato il pomeriggio sui libri e il giorno dopo non resta niente

Quasi tutti gli studenti usano l’intelligenza artificiale. Quasi a nessuno è stato insegnato come. Sei settimane per lavorare sul modo in cui tuo figlio studia.

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Trenta minuti, senza impegno. Oppure parti da dodici domande da tre minuti.

Agostino Peruzzi
Agostino PeruzziSette anni in convitto a guardare come studiano duecento ragazzi. Adesso insegno a farlo con l’IA.
Da dove nasce il problema

In quale di queste ti riconosci?

Quando lo studio non funziona, quasi sempre si inceppa in uno di quattro punti. Sono quattro momenti diversi del lavoro, e capire quale è il vostro cambia cosa conviene fare.

01 · Pianificazione

“Si mette lì ma studia a caso, e il giorno prima è sempre in ritardo”

Apre il libro dalla prima pagina, senza sapere quanto tempo ha né cosa conta di più.

02 · Comprensione

“Legge, ma quello che legge non entra”

Manca un pezzo più indietro e nessuno se n’è accorto, quindi rileggere non serve a niente.

03 · Rielaborazione e ricordo

“Ha passato il pomeriggio sui libri e il giorno dopo non resta niente”

Ha letto e sottolineato, ma non ha mai trasformato quel testo in qualcosa di suo, né si è mai messo alla prova.

04 · Esposizione

“Le cose le sa, ma all’interrogazione non le tira fuori”

Sa riconoscere, non sa raccontare. Sono due abilità diverse e la seconda si allena a parte.

Non sai quale di questi è il vostro?

Dodici domande su cose che si vedono da fuori: dai voti, dal quaderno, da come passa il pomeriggio. Rispondi tu, tre minuti.

Scopri dove si inceppa →

Gratuito. Il risultato lo leggi subito, senza lasciare niente.

Chi c’è dietro

Ero lì quando è arrivata

Per sette anni ho coordinato un convitto con più di duecento ragazzi delle superiori. Passavo i pomeriggi a guardarli studiare: cosa funziona, cosa sembra funzionare e non funziona, e cosa succede la sera prima di una verifica.

Poi è arrivata l’intelligenza artificiale, e in pochi mesi l’avevano tutti. I compiti tornavano perfetti e le interrogazioni no. Vietarla mi è sembrato inutile: serviva insegnare a usarla.

Ci ho lavorato un anno, ci ho scritto un libro, e adesso è il mio lavoro.

Perché succede

Il metodo non lo insegna nessuno

In tredici anni di scuola si insegnano le materie. Come si studia, praticamente mai. Ognuno se lo costruisce da sé nei primi anni, e poi se lo porta dietro anche quando smette di funzionare.

BiennioIl carico triplica e il modo di studiare resta quello delle medie.
TriennioNon basta più sapere le cose: servono collegamenti e argomentazioni.
QuintaArriva tutto insieme, e non c’è più spazio per rimettere in discussione niente.
84%

degli studenti usa l’IA per studiare

Rilevazione Tortuga e Yellow Tech, settembre 2025, su 3.800 studenti in 274 scuole. Vietarla non è una strategia disponibile.

La regola che risolve quasi tutto

Prima lui,poi l’IA

Prima produce lui, anche male e anche poco. Poi l’intelligenza artificiale corregge, interroga, mette alla prova. In quest’ordine l’IA lavora su qualcosa che esiste già, e non può sostituirlo perché arriva dopo.

1ª e 2ªL’IA fa da modello, lo studente produce.
3ª e 4ªLo studente va per primo, l’IA migliora.
L’IA è solo un amplificatore.
Cosa succede in pratica

Sei settimane, una per ogni pezzo

Novanta minuti a settimana, online, in gruppo da massimo sei. Sulle sue materie vere e sulle sue verifiche vere, mai su esempi finti.

Settimana 0

Da dove parti

Il questionario sui quattro punti, venti minuti in autonomia.

Settimana 1

Pianificazione

Da dove si comincia e quanto tempo c’è davvero. Si esce con un piano che regge.

Settimana 2

Comprensione

Capire cosa manca da prima, invece di rileggere sperando.

Settimana 3

Rielaborazione

Trasformare il testo in qualcosa di suo. L’IA fa da interlocutore che non si accontenta.

Settimana 4

Ricordo

Autoverifica, ripasso a intervalli, registro degli errori. I buchi si scoprono prima della verifica.

Settimana 5

Esposizione

Interrogazione simulata nel formato del suo professore, con voto e feedback.

Settimana 6

Rimettere insieme

Cosa ha funzionato, e il piano per andare avanti da solo.

Prima di prenotare

Per chi è, e per chi non è

È per voi se

  • Tuo figlio va alle superiori, dal primo al quinto anno
  • Ti sei riconosciuto in uno dei quattro punti
  • Usa già l’IA e non sai se preoccuparti
  • Gli hai già detto di impegnarsi di più, e non è servito

Non è per voi se

  • Cercate ripetizioni su una materia: qui si lavora sul come, non sui contenuti
  • Tuo figlio va alle medie o all’università
  • Siamo a maggio e serve recuperare l’anno: sei settimane non rimediano otto mesi, e ve lo dico prima invece che dopo
Il percorso

Quanto costa

239€

Prezzo di lancio per la prima coorte. Sei settimane complete.

  • Questionario iniziale sui quattro punti
  • 6 incontri live da 90 minuti, uno a settimana, online
  • Gruppi da massimo 6, divisi fra biennio e triennio
  • Materiali e richieste pronte per l’IA
  • Supporto via WhatsApp fra un incontro e l’altro
  • Un incontro iniziale con i genitori
Prenota una chiamata gratuita →

Nella chiamata capiamo se fa per voi. Se non è il caso, ve lo dico io.

Chi conduce gli incontri
7 anniin convitto
200+ragazzi seguiti
1 libroprimo nella sua categoria su Amazon all’uscita
Le domande che mi fanno

Dubbi legittimi

Mio figlio va male in matematica. Tu che c’entri?
La matematica gliela insegnano a scuola, e se il buco è di contenuto serve un insegnante di matematica. Io lavoro sul come: come si affronta un capitolo nuovo, come ci si accorge di non aver capito, come ci si prepara a una verifica invece di sperare. Quasi sempre chi va male in una materia non ha un problema di intelligenza, ha un modo di studiare che su quella materia non regge. Se invece serve il contenuto, te lo dico nella chiamata e ti consiglio di affiancare un insegnante.
Non è che gli insegni a usare ChatGPT per copiare?
È il contrario, ed è il motivo per cui esiste il metodo. La regola di base è che produce lui per primo e l’IA interviene dopo, per correggere e per interrogarlo. Un ragazzo che si fa scrivere il tema dall’IA impara meno di zero, e alla verifica è da solo. Un ragazzo che scrive il tema e poi si fa smontare dall’IA arriva alla verifica sapendo dov’è debole.
Perché rileggere non basta?
Rileggere dà la sensazione di sapere. Alla terza lettura il testo è familiare, e la familiarità somiglia molto alla conoscenza. Chi invece si autoverifica ricorda meglio a distanza di giorni: è l’effetto testing, documentato da Roediger e Karpicke nel 2006 e replicato molte volte. Recuperare un’informazione non misura la memoria, la costruisce. Su questo la ricerca è chiara, ed è il motivo per cui la Settimana 4 esiste.
Serve essere bravi con la tecnologia?
No. Se sa aprire ChatGPT e scrivere una domanda, ha già tutto quello che serve. Il resto lo impara nel percorso, un pezzo per settimana: ogni settimana ha le sue richieste già pronte per quel lavoro lì, e alla fine sa costruirsele da solo. Vale anche per te: non devi imparare a usarla per capire cosa sta facendo tuo figlio.
Mio figlio ha un DSA. Va bene lo stesso?
PaideIA non è un percorso specialistico e non sostituisce chi è formato sui disturbi specifici dell’apprendimento. Se c’è una certificazione, la strada giusta parte da lì. Il metodo può affiancarsi a un percorso specialistico, e in certi casi funziona bene, ma non è la risposta principale. Nella chiamata ti dico con onestà cosa penso del vostro caso.
Che differenza c’è con le ripetizioni?
Le ripetizioni risolvono un argomento. Quando finiscono, il problema torna al capitolo dopo. Qui si lavora sul metodo, quindi su qualcosa che si porta in tutte le materie e in tutti gli anni che restano. Le due cose non si escludono: se serve, si fanno tutte e due.
Come sono formati i gruppi?
Massimo sei, e divisi per età fra biennio e triennio, perché a quattordici anni e a diciotto non si studia allo stesso modo e non serve la stessa autonomia. Prima di cominciare tuo figlio compila un questionario di venti minuti che dice a lui, e a me, quale dei quattro punti è il suo e come ci si muove dentro. Non è un test diagnostico e non certifica niente: serve a non lavorare alla cieca.
Come faccio a sapere se sta funzionando?
All’inizio c’è un incontro con i genitori in cui spiego cosa faremo e cosa guardare. Durante le sei settimane vedrai cose concrete: se si mette alla prova da solo prima di una verifica, se sa dire su cosa è debole, se apre il libro con un piano invece che dalla prima pagina. I voti arrivano dopo, e non li prometto.
E se ci accorgiamo che non fa per noi?
Il filtro sta prima, nella chiamata conoscitiva: se capisco che non è il momento giusto o che serve altro, sono io a dirvelo. Non prendo ragazzi che non riesco ad aiutare davvero, perché un percorso che non funziona non conviene a nessuno dei due.
Perché conviene entrare adesso?
Questi sono i primi gruppi. Il metodo è costruito e pubblicato, il percorso in piccolo gruppo è al primo giro, e questo per chi entra ora ha una conseguenza concreta: prezzo di lancio, gruppi da sei, e ci sono io in ogni incontro. Fra un anno, con più gruppi in parallelo, quel livello di attenzione non potrò più darlo. Se prima vuoi farti un’idea da solo, il modo più economico è leggere Il metodo PaideIA su Amazon.

Il momento per cambiare metodo è adesso

A ottobre davanti ci sono sette mesi di scuola. A maggio restano quattro settimane, e non bastano.

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Oppure vieni a sentire: incontro gratuito per genitori, 30 settembre o 7 ottobre.

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